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La Chitarra Sarda - Caratteristiche e Storia
 
Canada, Santa Caterina, 1999. Dettori, Sannia, Demuru, Boi, Denanni, Sanna, Manca e Chelo
 
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GIUSEPPE CHELO
Nato a Sassari nel 1938, Giuseppe Chelo è comunque considerato osilese , in quanto le sue origini sono proprio di Osilo, precisamente della frazione San Lorenzo. Dopo un periodo di attento e appassionato apprendistato, durante il quale ha ascoltato numerosi cantatori già affermati, Giuseppe Chelo esordisce felicemente a Cargeghe nel 1958, in compagnia di Chiccheddu Mannoni e del chitarrista Adolfo Merella.

Dopo l'esordio ufficiale avvenuto a Cargeghe, Giuseppe Chelo si esibisce a Narbolia, questa volta insieme ad Antonio Nuvoli e al chitarrista Nicolino Cabizza. Ma il suo compagno abituale divenne Tonino Canu, in quanto la sintonia fra i due era naturale quanto perfetta, e le prestazioni se ne avvantaggiavano visibilmente. Rappresentavano in fondo due modi di cantare piuttosto diversi, ma forse proprio per questo le serate ne risultavano arricchite, più brillanti e soprattutto interessanti per il pubblico che li seguiva con grande attenzione e rinnovata passione.

La produzione discografica di Giuseppe Chelo è ricca e di qualità, con notevoli consensi di pubblico, che hanno contribuito alla sua affermazione nella gran parte della piazze della Sardegna. Le sue esibizioni sono approdate in Italia e all'estero, con grande successo, come a Francoforte, Dusseldorf, Montecarlo e in altre città europee e italiane. Ricordiamo che come Terzetto sardo, insieme a Canu e Fara, ha inciso diversi dischi con la RCA italiana, a Roma. Con il nome di Duetto logudorese, insieme al chitarrista Pietro Fara, ha poi inciso alcuni brani su 45 giri, sempre negli studi della RCA italiana. Fra questi ha ottenuto un particolare successo il brano dal titolo "Mi giamana a soldadu", che risultò di pieno gradimento anche dei più giovani.

Oltre a quelle appena ricordate, le registrazioni più importanti riguardano un LP, prodotto dalla UP di Roma, denominato “La nuova compagnia della canzone sarda”, inciso insieme al cantadore Mario Firinaiu, al chitarrista Aldo Cabizza e al fisarmonicista Peppino Pippia; inoltre, “Canzoni fra i nuraghi” , prodotto dalla Aedo, inciso con Pietro Fara e Peppino Pippia; infine, “Cantos tradizionales sardos”, prodotto dall'editore Solinas, accompagnato da Antonio Marongiu e da Peppino Pippia.

Giuseppe Chelo ha concluso la sua prestigiosa carriera nel 1989, dopo 33 anni di intensa attività. Le sue esibizioni sono attualmente circoscritte a pochissime occasioni, come ricorrenze e festeggiamenti particolari e commemorazioni di altri artisti. E anche in queste occasioni il suo talento, certo fra i più grandi del canto sardo a chitarra, ritorna visibile e ancora apprezzato.

 
     
   
 












 
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