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La Chitarra Sarda - Caratteristiche e Storia
 
Sassari, Casa Serena, 1988. Antonio Nuvoli
 
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LEONARDO CABIZZA
Leonardo Cabizza è stato uno dei più grandi personaggi del canto sardo a chitarra. Per il suo prestigioso talento, per l'impronta che ha lasciato con il suo stile, ma anche per aver contribuito all'affermazione di questa tradizione. Nato a Bulzi nel 1924, Cabizza viene iniziato al canto sardo dal padre Antonio Giovanni, esperto cantadore e chitarrista, il quale aveva notato che la voce del figlio, ancora giovane, era ben intonata, di notevole espressione e potenza.

La controprova della sua bravura bravura e personalità non tarda ad arrivare: quando aveva circa vent'anni partecipa infatti ad alcune gare, sempre sollecitato e sostenuto dalla fiducia e dalla competenza del padre. E il risultato è dei più promettenti. Un risultato che diventa la base di una luminosa carriera che durerà oltre cinquant'anni.
Con un compenso di 300 lire e gli applausi convinti di un folto pubblico, a San Giovanni di Salajos, frazione di Castelsardo, decolla una serie ininterrotta di brillanti prestazioni che faranno di Leonardo Cabizza uno dei cantadores più affermati e richiesti della Sardegna. Era il 24 giugno del 1945, il canto sardo a chitarra di Cabizza cerca di far dimenticare, prima possibile, i disastri dolorosi della seconda guerra mondiale e anche le fatiche del lavoro, le miserie quotidiane che pastori e contadini, in particolare, devono affrontare ogni giorno.

Nel giorno del suo esordio aveva al suo fianco Giuseppe Pusceddu, accompagnati alla chitarra da Antonio Fiori, noto Manzella, di Castelsardo.
Non trascorrono molti anni ed ecco che, nel 1951, ottiene il suo primo importante riconoscimento, ufficiale. Durante l'agosto sassarese, nella gara riservata ai cantadores, a Leonardo Cabizza viene assegnato il primo premio, davanti a Ciccheddu Mannoni, Francesco Cubeddu e Antonio Desole. Tutti i cantadores erano accompagnati alla chitarra da Adolfo Merella.

Nel 1954 viene chiamato a rappresentare la Sardegna a Campanile d'oro, una trasmissione radiofonica della Rai condotta dal noto presentatore Mario Riva, con la regìa di Silvio Gigli. Leonardo Cabizza mette in campo tutto il suo carisma, tutta la sua bravura di cantadore e alla fine consegue il secondo posto, consentendo così alla Sardegna di precedere molte regioni italiane.

Sempre come rappresentante della Sardegna, nello stesso anno partecipò a Ventiquattresima ora, un concorso folkloristico interregionale organizzato dalla Rai. E anche qui consegue un notevole successo. Ma prima ancora, nel 1954, Leonardo Cabizza partecipa a una serata folkloristica organizzata al cinema Verdi di Sassari, presentata da Renato Sciascia, durante la quale non manca di imporsi all'attenzione del numeroso pubblico proponendo i suoi formidabili Muttos. Ma anche a Cagliari, durante una manifestazione canora regionale, Cabizza riesce ad esaltarsi e ad appassionare il pubblico presente.

Fra le sue tappe più importanti, ricordiamo anche Torino. Dove partecipò con la sua ormai collaudata bravura, nel quadro delle manifestazioni folk organizzate per Italia '61, con la presentazione della nota conduttrice Enza Sampò.
Una delle esperienze che lo hanno più connotato è stata certamente la formazione del gruppo folkloristico Quartetto Logudoro, del quale facevano parte, insieme a lui, anche Maria Teresa Cau, il chitarrista Aldo Cabizza e il fisarmonicista Antonio Ruiu.

Fu una formazione, quella del Quartetto logudorese, di grande spessore e considerazione in tutta l'isola; per molti anni rappresentò la novità di maggiore interesse, per questo richiesta da tutti i comitati paesani. La sensibilità di Cabizza ha rappresentato poi un'ulteriore nota positiva, emersa di fronte alle tragedie della gente. Partecipò infatti, a Udine, ad alcune serate di beneficienza per raccogliere fondi a favore dei terremotati del friuli.
La discografia di Leonardo Cabizza, infine, è stata davvero prolifica. A partire dal 1952, anno in cui registrò il suo primo long-playng per la Phonit Cetra, a Torino, per poi proseguire con la Voce del padrone, a Milano, quindi con la Vis radio, a Napoli e per finire con la Italmusica, a Milano, nel 1971.

Complessivamente, insieme a numerose partecipazioni radiofoniche e televisive, la sua produzione di cantadore vanta 96 dischi e decine di musicassette. Con le sue esibizioni pubbliche -oltre 5000- ha calcato tutta l'isola, ma anche diverse località fuori della Sardegna e all'estero.

 
     
   
 












 
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