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GIOVANNINO CASU
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Nato a Bulzi nel 1941, Giovannino Casu è un cantadore che proviene da una terra di grandi artisti, come Francesco Cubeddu e Leonardo Cabizza, del quale è nipote. Non poteva esserci aria migliore da respirare, per lui, e maestri dai quali apprendere con sicurezza e passione. Ma fin giovane è costretto a lasciare Bulzi, a trasferirsi in diverse località, in Sardegna e nella penisola, prima a Genova e a Torino, poi a Martis e infine a Porto Torres.
Anche il suo esordio, avvenuto nel 1959, a Santa Maria Coghinas, sembra ridursi a un semplice sogno. Sono esperienze che invece lo fanno maturare e che non gli impediscono di coltivare la sua ineludibile ambizione. Lo fa esibendosi in vari circoli sardi della penisola e incontrando altri cantadores, che poi si affermeranno insieme a lui, come Firinaiu e Mannu.
Con il rientro in Sardegna, nel 1966, la sua carriera assume una immediata e decisiva accelerazione. Nel frattempo, fanno ritorno nell'isola anche Firinaiu, Mannu e il chitarrista Michele Senes, quest'ultimo proveniente dal Belgio.
Con i tre, Giovannino Casu realizzerà un lungo e produttivo sodalizio. Le sue esibizioni, insieme al gruppo precostituito o con altri artisti occasionali, lo portano in gran parte della Sardegna e, di frequente, anche nella penisola e all'estero. Oltre al consenso popolare, non gli mancano i riconoscimenti, anche quelli più prestigiosi. Vince infatti, a Ozieri, L'Usignolo della Sardegna. Per la verità, Giovannino Casu è stato l'unico cantadore a vincerlo due volte, nel 1966 e nel 1969. Infine, la Coppa dei campioni, conquistata meritatamente nel 1970.
Nella sua serietà, persino scrupolosa e severa, Giovannino Casu nascondeva la sua ansia di fare bene, se non di perfezione, e insieme il suo spirito innocente, il suo gioco, la sua passione. Difficile da comprendere questo miscuglio di sentimenti che la gente vedeva quasi opposti. Certo è che Giovannino Casu amava sul serio la sua professione, non si lasciava andare alla superficialità, né era solito concedersi alla vetrina della vanità. Si aggiunga poi che di rado era compiacente.
La sua personalità, ricca e precisa, si esprimeva attraverso una voce variegata, ben articolata nei suoi timbri e colori, sia al crescere che al diminuire dei toni espressivi. Il suo stile si era formato a Bulzi, alla fonte di Cubeddu e Cabizza, ma non si avvertiva alcuna specularità, né sovrapposizione, rispetto ai due più celebrati cantadores. Nato e cresciuto nell'alveo della tradizione, non gli è mai mancato il respiro dell'originalità.
Giovannino Casu ha lasciato la scena quando era ancora padrone delle sue risorse, forse sconcertando più di un appassionato, ma certo coerente con la sua personalità. Ancora volta, era ben capace di vedere quel mondo, e se stesso, con il necessario distacco.
Della sua discografia ricordiamo Boghe de manzanile, una musicassetta incisa insieme ad Antonio Porcu, accompagnato alla chitarra da Antonio Marongiu e alla fisarmonica da Gino Farina. Inoltre, dalla musicassetta "Canti logudoresi": S'emigrante, Dae sa terra lontana, accompagnato alla chitarra da Michele Senes.
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