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MARIA CARTA
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Nata a Siligo nel 1934, Maria Carta, dopo aver trascorso la sua infanzia nel suo paese, si trasferisce a Roma portandosi appresso la sua passione artistica e insieme il grande patrimonio folkloristico sardo a cui si sente strettamente legata. A Roma avvia la sua notevole e variegata attività culturale, artistica e politica, che possiamo riassumere dividendola per settori specifici.
Cinema: “Una voce, una terra”, film documentario, “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli, “Il padrino, parte 2^” di Francis Ford Coppola, “Cadaveri eccellenti”, di Francesco Rosi, “Il camorrista” e “Disamistade” di Gianfranco Cabiddu, “Il pastore” di Pietro Nelli, “Il reietto delle isole”, prodotto dalla RAI, e altri ancora.
Teatro: “Medea”, per la regìa di Luis Enriquez, “Le memorie di Adriano”, per la regìa di Maurizio Scaparro e infine “A piedi nudi verso Dio” nel ruolo di santa Teresa d'Avila.
Poesia: “Canto rituale”, una pregevole raccolta poetica di componimenti dedicati a personaggi e luoghi della sua terra natale, ai quali riconosce grande spessore, insieme a sentimenti e dignità.
Infine, la musica, attraverso la quale porterà la Sardegna in tutto il mondo, rivelandosi così la più prestigiosa ambasciatrice della nostra cultura e della nostra storia. Nel campo musicale sono talmente tante le registrazioni, le apparizioni televisive, le tournèe all'estero, che risulta impossibile elencarle. Ricordiamo con orgoglio il suo concerto forse più importante, all'Olimpia di Parigi.
Giova qui ricordare che Maria Carta ha svolto anche una notevole attività politica: è stata infatti per cinque anni consigliere comunale a Roma, dal 1976 al 1981, eletta nelle file del PCI.
Il suo ultimo concerto si è svolto a Tolosa, organizzato dall'Università di Torino, dove aveva insegnato nel 1990/91. L'ultima apparizione, già gravemente malata, si è invece svolta a Cagliari, durante un concerto dedicato a lei -in segno di affettuosa riconoscenza- dai più importanti artisti sardi.
E' morta a Roma nel 1994, a soli sessant'anni. Le sue spoglie si trovano nel cimitero di Siligo. Sempre a Siligo è stato realizzata una Fondazione a lei dedicata, la quale organizza ogni anno il Premio “Maria Carta”, allo scopo di valorizzare e premiare artisti sardi e non e per ricordare la sua figura e la sua opera.
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