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TEMPIO PAUSANIA
 
 
La Chitarra Sarda - Caratteristiche e Storia
 
Sassari, Platamona, 2000. Demuru, Sannia, Salis, Dessena, G. Denanni, Bazzoni e Masia
 
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TEMPIO PAUSANIA
Tempio Pausania è una città di circa 15.000 abitanti situata nel nord Sardegna, nel cuore della regione storica della Gallura, ai piedi del Monte Limbara. Capoluogo (con Olbia) della Provincia di Olbia-Tempio è sede vescovile (Diocesi di Tempio-Ampurias), di Tribunale e di Università (sede staccata dell'Università di Sassari con corsi di laurea della Facoltà di Farmacia in Tecniche erboristiche e Tossicologia degli inquinanti ambientali), scuole superiori, ospedale civile.
Importante centro amministrativo, vi si trova la sede di Tribunale civile e penale (con competenza sull'intera provincia), uffici finanziari (sede locale dell'Agenzia delle Entrate, conservatoria dell' Agenzia del Territorio) e previdenziali (INPS), sede della Provincia, uffici regionali con competenza provinciale (Servizio Demanio e Patrimonio di Tempio-Olbia, sede provinciale ERSAT, ufficio provinciale dell'Ente Foreste della Sardegna),sede dell'ispettorato ripartimentale forestale, sede della Comunità Montana "Gallura", sede del sistema bibliotecario Anglona-Gallura, sede dell'Ordine degli Avvocati, Stazione Sperimentale del Sughero, Stadio calcistico (omologato per la serie B), sede vescovile (diocesi di Tempio-Ampurias).

Delle prime forme di frequentazione e popolamento del territorio in epoca preistorica prenuragica sono testimonianza i ritrovamenti di strumenti in selce ed ossidiana risalenti al neolitico e di contenitori ceramici dell' eneolitico di probabile utilizzo pastorale sulle falde Monte Limbara. Maggiori tracce testimoniano l'insediamento di gruppi in epoca nuragica (dal 1800 a.C.), di cui sono testimonianza il villaggio sotto roccia del Monte Lu Finocchiu, le tombe di Monte di Deu e i nuraghi Izzana, Agnu (nella tipologia a "corridoio", maggiormente tipica della Gallura e imparentata con le tipologie nuragiche della vicina Corsica), Polcu (a thòlos) e Maiori (a tipologia mista corridoio-tholos), spesso accomunate dall'integrazione tra strutture architettoniche e rocce circostanti.

Dopo la conquista della Sardegna da parte dei romani (238 a.C), in età imperiale (I secolo a.C) vi sorgeva il centro romano di "Gemellae", avamposto militare per il controllo delle popolazioni dei còrsi (che abitavano l'interno della Gallura) e dei Balari (che abitavano il Monteacuto a sud del Limbara), citata dall'"Itinerarium Antonini del III secolo d.C. sull'itinerario sulle strade per Olbia (via Tertium, l'odierna Telti) e Tibula (l'odierna Castelsardo), da dove proseguiva per Turris Libisonis (oggi Porto Torres).
Alcuni ritrovamenti romani (miliari, resti di antiche strade) si hanno nella zona di Milizzana situata nei pressi dell odierna zona industriale, il cui toponimo potrebbe derivare dall'insediamento di un'antica milizia romana (forse una doppia legione o una coorte ausiliaria gemina composta da sardi e corsi) che poteva avervi posto le basi per lottare contro le popolazioni indigene che vivevano nei pressi dell'odierno centro cittadino con insediamenti nuragici nei quartieri Monti Pinna e San Pietro. Altri ritrovamenti (tra cui l'iscrizione funeraria di un milite della coorte) si hanno nella zona di San Lorenzo.
Nel corso dell'800 è la quarta città della Sardegna, sede del 20% dell'aristocrazia dell'isola, riveste notevole influenza alla corte cagliaritana dei Savoia (pediodo cosiddetto del "Governo dei Tempiesi") e diviene nel 1807 sede di Prefettura (il cui territorio comprende la Gallura e l'Anglona) - dal 1821 accorpata a quella di Ozieri - e nel 1833 capoluogo della nuova provincia di "Gallura" -la più estesa dell'isola con 2138 km²- rinominata nel 1848 "Provincia di Tempio" a seguito della Legge sabauda n.807 del 7 ottobre 1848 "sull'amministrazione comunale e divisionale".
Quando nel 1830 Tempio viene visitata da Paul Valery nel corso del suo Voyage en Corse, à l'île d'Elbe et en Sardaigne, egli si stupisce per l'eccezionalità urbanistica di questo "ricco villaggio" nel contesto isolano, e sostiene che le sue "alte case, con un pò di architettura, sarebbero palazzi degni di Venezia, di Roma e di Firenze.".
Nel 1836 viene elevata al rango di Città da re Carlo Alberto che la aveva visitata nel 1829, nel 1837 diviene sede di una sette prefetture giudiziarie in cui è divisa l'isola, nel 1839 viene eretta sede vescovile della diocesi di Ampurias e Tempio da papa Gregorio XVI con la bolla "Quamvis aequam". Ricordiamo anche che a Tempio venne eletto senatore Giuseppe Garibaldi.
Siti di particolare importanza.
Parco delle Rimembranze, Fonte Nuova (Funtana Noa) e Parco di San Lorenzo;
Nuraghe Maiori (Naracu Maiori), SS133 per Palau, a due coni con struttura granitica, risalente al 1.000 a.c.
Nuraghe Polcu (Naracu Polcu), SS133 per Palau;
Resti della residenza attribuita al Giudice Nino Visconti di Gallura (1200), menzionato nell'8° canto della Divina Commedia;
Chiesa di Santa Croce di impianto medioevale (1200 circa) con volta a botte in mattoni ottocentesca;
Cattedrale di San Pietro, di origine due-trecentesca (consacrata nel 1219) ma ampliata nel 1832/39 in stile barocco genovese da Gian Domenico Canti, a navata unica absidata con cappelle laterali, imponente prospetto principale lungo la facciata laterale e campanile quattrocentesco aragonese (sopraelevato nel 1822), arco verso la casa parrocchiale (1827); divenuta collegiata con bolla di Gregorio XV Sacri Apostolatus, venne eretta in Cattedrale dal papa Gregorio XVI con bolla Quamvis aequum del 1839;
Oratorio del Rosario (XIII-XIV sec.) anch'essa di origine trecentesca con interessante facciata gotico-aragonese in granito e altare ligneo all'interno, insiste nel luogo in cui si voleva sorgesse l'antico luogo di culto prima pagano e poi romano che ha probabilmente dato nome alla città (Templum); sulla facciata due statuette che hanno sostituito le originali raffigurazioni attribuite a Castore e Polluce del periodo romano;
Chiesa di San Francesco, costruita nel 1543 e già annessa al convento dei frati minori osservanti (poi trasformato in carcere). Vi venivano sepolti i nobili di Tempio, tra cui don Gavino Pes;
Palazzo Villamarina-Pes (XVII sec.), appartenne alla famiglia nobiliare tempiese dei Pes marchesi di Villamarina;
Palazzo degli Scolopi, convento con corte porticata dei padri Scolopi della metà del XVII sec;
Chiesa di Sant'Antonio (1657), seicentesca ma ampliata nel 1788;
Chiesa del Purgatorio (1679), fatta erigere in epoca spagnola dal nobile possidente Jaime Misorro ad espiazione dei gravi crimini commessi;
Carceri "La Rotonda" (1845), tipologia carceraria ottocentesca a pianta circolare; Fonti di Rinagghju, nella parte alta della città, immerse in un parco e con annesso stabilimento idropinico; via delle fonti;
Monte Limbara (1359 m), a 16 km a sud della città.
Personaggi illustri del passato.
Pedro Aquenza Mossa (1650-1705), medico e fisico, protomedico generale di Sardegna e archiatra dei re di Spagna, ha lasciato dei trattati di medicina;
Gavino Pes ("Don Baignu"), (1724-1795) poeta del periodo dell'"arcadia" con influssi metastasiani; sacerdote, i suoi componimenti sono scritti in gallurese;
Giacomo Pes di Villamarina (1750-1827), governatore di Sassari e di Cagliari, ministro e viceré del Regno di Sardegna sotto Carlo Felice;
Giovanni Maria Dettori (1773-1836), docente di teologia prima all'Università di Cagliari e poi di Torino, ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Gioberti;
Silla Lissia (1871-1952), medico, tra i fondatori insieme a Claudio Demartis della prima sezione socialista in Sardegna a Tempio nel 1894, nel 1911 fonda l'Ospedale di Tempio.
Gavino Gabriel (1881-1980) musicologo e cultore delle tradizioni popolari fu direttore della Discoteca di Stato;
Bernardo De Muro (1881-1955), celebre tenore operistico interprete di successo della Cavalleria rusticana e dell' Isabeau di Mascagni, nel cui ruolo di Folco divenne leggendario per il suo dominio vocale nella difficile opera, ebbe inoltre un vastissimo repertorio che spaziava da Verdi a Leoncavallo, a Puccini e Bizet. Ammirato dalle case reali si esibì con la sua caratteristica voce squillante a Roma e Milano nonché in numerosissimi teatri europei e americani rivaleggiando con la fama di Enrico Caruso e Tamagno.
Giovanni Manurita (1895-1984), tenore operistico dal vasto repertorio che ha interpretato in vari teatri del mondo, fu anche docente al Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Raimondo Francesco Fadda, sottotenente del 46° Reggimento fanteria "Reggio", eroe caduto per la conquista del Dente di Sief presso Livinallongo del Col di Lana durante la prima guerra mondiale, medaglia d'oro al valor militare, sepolto nel Plan de Salesei;
Alfredo Graziani, (1892-1950) tenente di Cavalleria e della Brigata Sassari durante la prima guerra mondiale, medaglia di bronzo al valor militare e poi avvocato e scrittore, ha lasciato nei suoi libri ampia testimonianza degli eventi della grande guerra sotto lo pseudonimo del "tenente Scopa" (citato come "tenente Ghisoni" da Emilio Lussu nel suo diario di guerra) ;

Nicola Spano (1883-1949) tra i protagonisti del primo socialismo sardo, partecipò ai moti popolari di Cagliari del 1906, poi direttore dell'Università di Roma;
Antonio Azara, (1883-1967) avvocato e uomo politico, primo presidente della Cassazione, senatore, ministro della Giustizia, rappresentò l'Italia presso la CEE e la CECA e presso l'ONU;
Fausto Noce, (1896-1920) aviatore durante la prima guerra mondiale, distintosi in numerose missioni sul Carso, in Tripolitania e in Albania;
Francesco Menzio (1899-1979) pittore del gruppo dei "Sei pittori di Torino", ha avuto grande influenza nel periodo tra le due guerre e esposto alla Biennale di Venezia, a Londra e Parigi, infine docente all'Accademia di Belle Arti di Torino;
Paolo Dettori (1926-1975) uomo politico particolarmente attento al tema dell'autonomia fu assessore e presidente della giunta regionale.

Poeti in lingua sarda, oltre a Don Gavino Pes, oggi Tempio ne vanta molti altri; come Piero Canu, Pasquale Ciboddo, Giulio Cossu, Franco Fresi, Gianfranco Garrucciu e altri ancora. Fra i cantadores ricordiamo Maria Teresa Pirrigheddu, ma anche Luigino Cossu, pur essendo nato a Trinità d'Agultu viene considerato tempiese, anche perchè è morto e sepolto a Tempio; tempiese viene considerato anche il nipote Luigino junior. Fra i chitarristi ricordiamo Davide Calaminici, nato nel 1955. Infine, ricordiamo una delle espressioni più popolari del canto sardo a chitarra: “la timpiesa”, oltre al canto detto “alla gaddhuresa”.

 
     
   
 












 
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