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OZIERI
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Ozieri è un importante centro del Logudoro che conta più di 11.000 abitanti, sempre attivo e in fase di sviluppo. Singolare è la sua disposizione orografica e il suo aspetto urbanistico e architettonico. Risulta ben documentato che il suo territorio fu abitato sin dalla preistoria e che la sua civiltà ebbe nell'isola largo influsso per molto tempo; la celebre cultura di Ozieri, in particolare, nel Neolitico Recente si diffuse in tutta la Sardegna. Di notevole interesse è la basilica di S. Antioco di Bisarcio. Ma esistono molti altri siti di interesse archeologico e storico, e insediamenti vari, nel suo vasto e ricco territorio che meritano profonda attenzione.
Ozieri è coronata da folta vegetazione di rigogliosi boschi, su terreno in forte pendio con una caratteristica disposizione ad anfiteatro: da ogni suo punto è possibile godere di bei panorami verso la vallata sottostante. Il tessuto urbano è costituito da un fitto intrico di ripide strade gradinate, arricchite da belle pavimentazioni che si aprono in innumerevoli slarghi, piazzette terrazzate o in giardini. Il panorama urbano è caratterizzato dalle tipiche altane o suttee, sorta di loggiati di origine ottocentesca.
Nel Medioevo il paese prende il nome Othieri, toponimo di origine paleosarda che la tradizione vorrebbe far risalire alla presenza di otto villaggi costruiti dove oggi sorge Ozieri. Fu intensamente frequentato fin dalla preistoria: dalla grotta di S. Michele deriva la celebre cultura di Ozieri. Il paese visse poi un felice momento artistico nell'XI secolo con l'edificazione della maestosa basilica di S. Antioco di Bisarcio, e nel XVI secolo grazie alla presenza del cosiddetto Maestro d’Ozieri, uno dei protagonisti del Rinascimento sardo. Già alla fine del '300 Ozieri assunse un ruolo predominante nel territorio; già capoluogo dell'incontrada del Monte Acuto, nel XVIII secolo diventò, dopo Sassari, il centro più importante del Logudoro.
Le figure importanti nate a Ozieri sono davvero innumerevoli, ci limitiamo perciò a ricordare soltanto quello attinenti al canto sardo e la poesia improvvisata. A partire dalla notazione che Ozieri ha dato i natali a una modalità del canto sardo a chitarra, denominato appunto a sa othieresa, che si è diffusa in tutta l'isola, diventando una delle maggiori specificità del canto a chitarra.
Questi i maggiori artisti ozieresi del canto sardo a chitarra: Maria Rosa Punzirudu, Maria Teresa Cau, Giuseppe Langiu, Antonio Bellu, Paolo Deriu, Francesco Sarobba, Nino Divona (chitarrista).
Ozieri, più di cinquant'anni fa, ha dato vita al premio letterario in lingua sarda più importante dell'isola, denominato Premio di Ozieri. Sempre a Ozieri è nato L'Usignolo d'oro, concorso specifico dedicato al canto sardo a chitarra. Inoltre, un altro concorso regionale è ugualmente nato a Ozieri, quello riservato ai cori polifonici sardi. Infine, il Premio Logudoro, dedicato ai tre grandi poeti di palco ozieresi: Cubeddu, Pirastru e Morittu. La partecipazione a questo concorso è riservata ai poeti improvvisatori.
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