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POZZOMAGGIORE
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Pozzomaggiore, che oggi conta circa 3.000 abitanti, si chiamava anticamente Puttumajore. Situato nel Meilogu e confinante con la Planargia, il paese è caratterizzato da un interessante centro storico sul quale si affacciano signorili palazzi del '700-'800.
L'archeologia e la paleontologia ci informano che il territorio di Pozzomaggiore é stato abitato a partire almeno dal Neolitico Recente (3500/2700 ac). La presenza umana in epoca nuragica fu assai capillare; sono infatti tantissimi i nuraghi disseminati nelle vicinanze del paese, alcuni dei quali conservano ancora tracce di villaggi circostanti.
In epoca medievale, Pozzomaggiore godette senza dubbio di notevole importanza; lo attestano la presenza di non pochi monasteri o chiese sparse per il territorio, ma soprattutto i "condaghi".
La presenza delle sorgenti d'acqua e dei pozzi scavati nella regione, molto ricca di vene sotterranee, suggerì il nome da dare al villaggio: "Pozzo" cui fu più tardi aggiunto l'aggettivo "Maggiore" per la presenza di un pozzo più ricco d'acqua che sorgeva non lontano dalla chiesa dedicata a San Giorgio, che é la parrochiale.
Fra le attività caratteristiche, ricordiamo la Latteria Sociale Cooperativa, la quale produce e commercia ottimi formaggi. Inoltre, qui è fiorente l'industria artigianale del tappeto, della faunas (coperte), del ferro battuto, dei coltelli, del legno, del rame, dei dolci e del pane.
Pozzomaggiore é noto in tutta l'isola anche per la sagra di San Costantino, in onore del quale, il 6-7 luglio si svolge la famosa "ardia", la sfrenata corsa di cavalli che partendo da una strada dentro l'abitato si conclude raggiungendo la chiesa dedicata al santo posta in periferia del paese.
Il patrono di Pozzomaggiore è San Giorgio. La chiesa parrocchiale di San Giorgio fu costruita all'inizio del Cinquecento in stile gotico-catalano e già nel 1570 fu modificata. La pianta ad aula presenta un' unica navata con cappelle laterali, la copertura è costituita da volte a crociera costolonate e gemmate, da notare anche l'abside quadrata con volta stellare. Interessanti sono le notevoli decorazioni, ad altorilievo e colorate, di una delle cappelle, e alcune opere pittoriche del Seicento. La facciata in pietra calcarea, racchiusa da due contrafforti laterali sporgenti, è incorniciata da una decorazione con tralci di vite e archetti; il portale è inquadrato da un grande arco e ornato da colonnine e pinnacoli; nel mezzo del timpano c'è un enorme rosone centrale, sulla sommità della facciata si trova una statua di S.Giorgio e il drago in marmo bianco in trachite nera. Sul retro si trova il bel campanile cuspidato a canna quadra. La chiesa è stata restaurata nel 1982.
Altre chiese importanti sono quelle di: San Costantino, San Pietro, La Madonna della salute, San Cristoforo, Sant'Antonio Abate.
A Pozzomaggiore è presente un Coro polivocale sardo, molto apprezzato in Sardegna e nella penisola; nel paese è attiva anche una scuola di equitazione.
La poesia è stata sempre presente e ben rappresentata, in particolare da Giorgio Pinna e dal figlio Antonio Maria, rivelatosi subito degno erede, entrambi autori di poesia in rima. Inoltre, ricordiamo Luciano e Giovanni Cuccuru, anch'essi apprezzati poeti.
Una pubblicazione del 1931 ci ricorda poi questi poeti: Giommaria Meloni, Carlo Carboni, Giovanni Antonio Calaresu, Salvatore Fara, Peppino Manai, Salvatore Fara, Paolo Farris, Giommaria Fara, Attilio Masia, Giacomino Berbere, Salvatore Oppes, Salvatorico Farris, Angelo Falchi, Pinna Giovanni Antonio, Emanuele Falchi, Pietro Deriu, Costantino Serra, Costantino Pala, Gigino Carboni, Giovannino Aranzanu, Minnia Carboni, Salvatore Pinna, Pietro Ortu, Licheri Ugo Bottida, Fara Fiori Giovanni, Nicolò Pais e Giommaria Calaresu.
Pozzomaggiore vanta poi sonadores a chitarra ben noti, come Pietro Fara e Antonio Diana. Fra i cantadores, di notevole qualità e storia, Pozzomaggiore annovera Zicheddu Cuccuru, Antonio Marchese, Tore Spanu, Costantino Cuccuru (noto Valeri), Andrea Casula. Inoltre, Giovanni Cuccuru, nato a Usini, era originario di Pozzomaggiore.
Fra i figli più prestigiosi di questo paese, ricordiamo il generale Pietro Pinna Parpaglia (Alto commissario per la Sardegna), il generale Eugenio Unali e la beata Edvige Carboni. Infine, Salvatore Fiori, sacerdote, poeta e scrittore.
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